
Jacopo Di Cera
«Dall’alto lo sguardo è democratico.»
— Jacopo Di Cera
Biografia
Jacopo Di Cera è un fotografo e artista visivo italiano la cui ricerca intreccia immagine, materia e sperimentazione digitale. Nato a Milano nel 1981, arriva alla fotografia dopo un percorso nella comunicazione, sviluppando un linguaggio attento alle relazioni tra esseri umani, paesaggio e memoria.
Al centro del suo lavoro è il desiderio di rendere visibile ciò che uno sguardo abituale tende a trascurare. Nel progetto Sospesi, la prospettiva zenitale trasforma spiagge, piazze e luoghi del tempo libero in composizioni in cui le presenze umane disegnano ritmi e geometrie. La distanza diventa uno strumento per osservare i comportamenti collettivi, restituendo al quotidiano una dimensione inattesa.
Con Fino alla Fine del Mare, avviato nel 2016 e dedicato alle imbarcazioni dei migranti a Lampedusa, elabora il Fotomaterismo: un linguaggio in cui il supporto partecipa al significato dell’immagine, portando nell’opera le tracce fisiche delle storie raccontate. Questa attenzione alla materia si affianca, dal 2020, a una ricerca sulle possibilità espressive dell’arte digitale.
Tra i vincitori del concorso National Geographic nel 2010, ha presentato il proprio lavoro al Museo di Roma in Trastevere e al PAN di Napoli, oltre che in contesti come Paris Photo e MIA Photo Fair. Nel 2025 realizza a Dubai l’installazione Retreat, dedicata al cambiamento climatico, e presenta White Entropy all’aeroporto di Milano Malpensa.
Tra fotografia, installazione e immagini in movimento, Di Cera invita a ripensare il rapporto con i luoghi che abitiamo e con le trasformazioni che li attraversano.

Messa a fuocoIl lavoro di Jacopo Di Cera
Jacopo Di Cera costruisce immagini che modificano la nostra percezione dei luoghi e dei comportamenti quotidiani. Il suo tratto distintivo è lo sguardo zenitale, che trasforma il paesaggio in una trama di geometrie, presenze e relazioni umane. La distanza rende visibili ritmi collettivi che, da vicino, tendono a sfuggire. A questa ricerca affianca il Fotomaterismo, nel quale immagine e supporto concorrono alla narrazione, e la sperimentazione digitale. La sua fotografia unisce così precisione compositiva e attenzione sociale, interrogando il rapporto tra esseri umani e ambiente.
